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Archivi e Musei d’impresa come strumenti 
di valorizzazione territoriale

Archivi e Musei d’impresa come strumenti 
di valorizzazione territoriale

Le “storie” all’interno degli archivi d’impresa e dei musei d’impresa, spesso, non raccontano solo un marchio ma anche dei valori territoriali che lo contraddistinguono: persone, fornitori locali, tradizioni artigianali e una conoscenza tecnica e manageriale diffusa, “tramandata al territorio” da più generazioni.
Nella mia esperienza ventennale di lavoro, all’interno di questi luoghi, ho regolarmente notato che spesso il “substrato culturale” che porta alla creazione di un’azienda o di una produzione industriale non nasce solo dall’intuizione nodale di un fondatore ma è glia anche di uno spirito del luogo, di un genius loci rappresentante di una cultura diffusa.
Quello a cui si assiste, quando si parla di rapporto fra imprese e territorio in termini culturali, è (nei casi in cui si realizza) spesso un supporto reciproco fra questi due mondi, uno scambio vicendevole di energie, di idee, di conoscenze, di know how. Uno scambio testimoniato storicamente da strutture atte alla conservazione della cultura come archivi e musei. Volendo approfondire il dialogo fra questi due attori possiamo evidenziarlo in due direttrici: da una parte le influenze del territorio a beneficio dell’impresa e, viceversa, l’apporto strutturale e culturale che dall’impresa si dipana nel territorio.

Questo punto di vista circa la cultura industriale ho cercato di raccontarlo nel mio nuovo saggio dal titolo Archivi e Musei d’impresa come strumenti 
di valorizzazione territoriale. Il testo è all’interno del volume Strategie di Rigenerazione del Patrimonio Industriale (Edifir editore, Firenze) a cura di M. Ramello e C. Natoli.

 

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